02 marzo 2008

Un po' di foto....


Ero alla Casa Internazionale delle donne a Roma

15 febbraio 2008

Democrazia paritaria: un'opportunità di cambiamento

Qui di seguito un documento sulla democrazia paritaria scritto da me e su cui sono confluite le firme di diverse elette o nominate in organismi dirigenti (costituente nazionale, direzione provianciale, commissioni nazionali e regionale) del PD, molte delle quali nuove alla politica....L'aspetto importante è che il doc è diventato un odg durante l'ultima direzione provinciale del PD di mercoledì 13 feb: sottoposto al voto dell'asssemblea è stato approvato all'unanimità.

Con le primarie del 14 ottobre scorso il Partito democratico ha costituito assemblee degli eletti paritarie, cioè composte a metà di donne e di uomini attraverso una grande consultazione democratica.

La democrazia paritaria è un principio innovativo e moderno, espressione di una realtà in cui le donne sono chiamate a concorrere come e con gli uomini alla costruzione della società e al rinnovamento della politica.

Come democratiche ed elette nelle Assemblee costituenti nazionali, regionali e dei circoli sentiamo il dovere di impegnarci in una richiesta forte affinché questi principi, di consultazione democratica e di criterio paritario, improntino la vita e le scelte del nuovo partito: significa che deve essere declinato chiaramente e applicato in modo rigoroso nelle regole di composizione non soltanto di tutti gli organismi del partito, ma anche nelle occasioni elettorali politiche ed amministrative a partire dalla composizione delle prossime liste elettorali. E, vorremmo che tale principio sia chiaramente inserito nello Statuto del Partito.

La rappresentanza di genere non è solo rappresentanza degli interessi delle donne. Più donne in politica e nei luoghi dell’economica vuole anche dire privilegiare la discontinuità nei modelli di comportamento, di relazione e di uso del tempo.

E il riconoscimento dell’importanza delle donne deve partire proprio da Milano e dalla Lombardia.

Il partito democratico sarà in grado di creare una politica innovativa, al passo con i tempi, e contribuirà a costruire una nuova classe politica maggiormente aderente alle caratteristiche della società italiana solo se sarà concretamente democratico, paritario e fortemente rinnovatore .

Francesca Zajczyk - Patrizia Puliafito –- Sandra Bassan - Arianna Censi - Lorenza Robotti - Laura Specchio - Marilisa d’Amico – Serena Accascina – Marella Reitani – Eva Cantarella – Chiara Baratti – Valeria Sborlino – Silvana Schiavi – Lorenza Araldi – Diana De Marchi – Laura Ammanniti – Marilena Adamo - Lorena Capoccia –Patrizia Lanfranconi – Mariarosa Caporali – Camilla Mian – Ardemia Oriani – Maria Carmela Rozza – Maria Agostina Gambidda – Anna Catasta – Emilia De Biase – Maria Emanuela Adinolfi - Luciana Dambra


01 febbraio 2008

Presentazione La resisitbile ascesa a Roma

Mercoledì 13 febbraio ore 21.00


Sala convegni Simonetta Tosi, CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE, via della Lungara, 19, Roma


presenterò il mio libro introdotta e sollecitata da Francesca Molfino, psicoanalista e Federica Raddi


Per saperne di più: 06 68401720 cciddonne@tiscali.it, www.casainternazionaledelledonne.org

26 gennaio 2008

L. 194: mozione unitaria PD in Consiglio Comunale

Sto continuando il mio impegno sulla 194. Di seguito la mozione unitaria del PD che ho presentato in consiglio giovedì 25 in Consilgio Comunale

OGGETTO: Per la piena applicazione della legge 194



PREMESSO che

  • La legge 194 è legge dello Stato confermata da un referendum popolare – che ha visto una straordinaria adesione – che tiene conto in modo equilibrato dei diritti della donna e del nascituro;
  • E’una legge ancora attuale in quanto contiene direttamente la possibilità di adeguarsi ai progressi scientifici, come dimostra l’esperienza di alcuni ospedali riguardo al limite temporale per l’aborto terapeutico, il che rende nel nostro contesto decisamente strumentale l’accostamento alla campagna della moratoria sulla pena di morte

TENUTO CONTO che


  • l’articolo 1 della legge 194 recita: “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. “
  • la legge ha dato risultati significativi in termini di riduzione delle interruzioni volontaria di Gravidanza tra il 1983 e il 2005 si e registrata una diminuzione pari al 60%.
  • ci sono circostanze oggettive per le donne che ancora vi ricorrono, come: condizioni economiche, bassa scolarizzazione (il 54% è costituito da donne con titoli di studio elementare o di licenzia media,) ma è soprattutto tra le donne straniere che il fenomeno è maggiormente diffuso.
  • la politica deve intervenire per rimuovere le cause all’origine di questa dolorosa scelta

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA a

  1. potenziare la rete dei consultori cittadini e tutte le attività di prevenzione, come informazione ed educazione alla contraccezione;
  2. sostenere, anche attraverso un proprio intervento, l’assunzione di mediatrici culturali. presso tutti i consultori della città;
  3. sviluppare una campagna di informazione e formazione rivolta alle donne straniere.
  4. promuovere e rafforzare la rete di sostegno economico e sociale a favore delle donne sole con figli economicamente svantaggiate anche privilegiandole nelle graduatorie per la casa e per il Fondo Sociale affitti;
  5. sviluppare, in accordo con l’ASL, una campagna di prevenzione tra i giovani attraverso l’educazione alla sessualità, responsabile e consapevole, e la promozione dell’utilizzo dei mezzi di contraccezione, facendone anche oggetto di una specifica iniziativa nell’ambito della “settimana della salute”;
  6. concordare con la Regione e con l’ASL-Città di Milano un rinnovato impegno di rilancio dei consultori pubblici milanesi, garantendo adeguate risorse professionali e strutturali, oltre alla garanzia della presenza di mediatrici linguistiche in tutte le strutture socio-sanitarie, vista l’alta prevalenza di utenti straniere;
  7. garantire attraverso la collaborazione tra la ASL, la rete dei consultori e soggetti del terzo settore di diversa ispirazione, secondo le modalità contemplate dalla legge, informazione e interventi rivolti alla prevenzione, aiuto alle donne e sostegno alla procreazione libera e consapevole, come previsto dalla 194.

25 gennaio 2008

La 194, una buona legge

Ancora sulla 194: comunicato stampa di settimana scorsa (scritto da me) e firmato non solo da consiglieri PD, ma anche da rappresentanti in consiglio comunale dei verdi e FI. Qui invece una mia intervista su Repubblica del 23 gennaio.

Comunicato stampa:
La 194, una buona legge

La 194 è una buona legge. Frutto di un bilanciamento operato dal legislatore in una visione equilibrata tra cattolici e laici sfociato nel ’78 in un referendum, tiene conto dei diritti della donna e del nascituro. E’ una legge “saggia e attuale” perché, coniugando responsabilità consapevole della donna e responsabilità scientifica ed etica del medico, è capace di garantire una effettiva tutela dei diritti coinvolti. Una legge che contiene direttamente anche la possibilità di adeguarsi ai progressi scientifici, come dimostra l’esperienza di alcuni ospedali riguardo al limite temporale per l’aborto terapeutico.

La legalizzazione dell’aborto non ha favorito la diffusione del fenomeno, come da più parti si temeva, ma piuttosto la sua sostanziale riduzione.

Valga per tutti il dato eclatante relativo alla riduzione continua delle IVG tra le donne italiane, che nel 2005 sono state 94˙095, con una riduzione del 60% rispetto al 1983 (anno in cui più numerose sono state le IVG), diminuzione che, pur presente in tutte le classi di età, risulta più marcata nell’età centrale.

La moratoria contro l’aborto avrebbe come esito finale il ritorno alla persecuzione penale della donna, senza tenere conto tra l’altro che per una donna la scelta dell’aborto è sempre una scelta dolorosa e penosa qualsiasi sia la motivazione e la circostanza che la obbliga a tale scelta.

Vero è che ci sono circostanze oggettive (condizioni economiche, bassa scolarizzazione: il 54% è costituito da donne con titolo di studio elementare o di licenza media), che portano le donne a questa scelta e la rinuncia ad una scelta consapevole costituisce quindi una lesione profonda di quei diritti della donna che lo Stato deve tutelare.

Ma è soprattutto tra le donne straniere che il fenomeno è maggiormente diffuso.

Nel 2005 il numero di IVG effettuate da donne straniere corrisponde al 30% del dato nazionale con punte che sfiorano anche il 35% e con un tasso di abortività 3-4 volte superiore rispetto alle italiane, differenza che aumenta ulteriormente per le classi di età più giovani.

Chi oggi agita la campagna contro l’aborto, quindi, non cerca una tutela reale e più forte del diritto alla vita del nascituro – che con la minaccia della pena verrebbe invece indebolito, perché costringerebbe le donne – soprattutto quelle più fragili e indifese - a rifugiarsi nell’illegalità, come succedeva in passato

Il dibattito dovrebbe essere posto sul versante dell'etica della responsabilità che deve coinvolgere le donne e gli uomini, per una decisione matura rispetto alla nascita di un figlio che è un progetto di vita.

Non sul terreno di una ennesima battaglia contro le donne la politica si deve spendere ma nel rimuovere i fattori il più delle volte all’origine di questa dolorosa e terribile decisione consentendo a donne e uomini piena capacità (nel senso di possibilità) decisionale

Quindi lavoro, accesso alla casa, rete capillare di servizi e consultori sul territorio per tutte le donne; integrazione e sostegno nel delicato momento della maternità in particolare per le donne straniere – oggi le più colpite dalla tragedia dell’aborto.

Ma anche formazione e informazione per tutte e tutti, a partire dalle più giovani e dai più giovani.

Francesca Zajczyk
Marilena Adamo
Carmela Rozza, a nome dei consiglieri del Partito Democratico
Giulio Gallera (capogruppo FI)
Carola Colombo (FI)
Patrizia Quartieri (Rif Com)
Maurizio Baruffi (Verdi)

15 gennaio 2008

Natale 2008


Eccomi qua con l'amica e collega Annamaria Morazzoni (che ci ha tra l'altro rifornito della magliette di Aut aut) e i miei giovani collaboratori del Dipartimento di Sociologia.